17 aprile 2013

QUESTO POST E' ...



Questo post è dedicato a te, si … hai capito bene proprio a te, che ormai da tempo visiti questo blog.
Questo post è un ringraziamento nei tuoi confronti, perché sei tu che ci dai  la soddisfazione quando  guardiamo  le nostre  statistiche, di dire con gioia che hai visitato il nostro blog
Questo post è per dirti di non esitare a giudicare i nostri articoli precedenti e futuri perché il tuo giudizio per noi è importante!
Questo post è per ringraziare coloro che tramite i loro commenti si rivelano lettori frequenti come “la tilly ”, la nostra ex professoressa di matematica Laura Superti e il professor Sebastiano Cuffari anche lui ex docente della Scuola Media di Casalbuttano.
Questo post è un saluto, non un addio, un saluto per dirti che per noi sei importante!
                                                                                                                                Irene

16 aprile 2013

LA FILANDA JACINI

Era il 1826 quando nella “Piccola Manchester”, la Casalbuttano di allora, sorse la prima filanda su iniziativa di Giovanni Battista Jacini, padre di Stefano, ministro di Cavour e futuro senatore del Regno d’Italia.

Giovanni Battista Jacini, nel 1824, avviò la costruzione della filanda, trasformando radicalmente ed ampliando il preesistente stabilimento. Dopo averla attivata nel 1826, vi introdusse miglioramenti ed accorgimenti tecnici. Per la modernità degli impianti, la filanda meritò l’attenzione e gli elogi degli arciduchi austriaci Ranieri e Stefano che visitarono lo stabilimento nel 1835 e nel 1842.
La filanda era lunga circa diciotto metri, presentava un ampio corridoio centrale che attraversava l’edificio ai lati del quale trovavano posto 104 operaie addette alla trattura, affiancate da cinquantadue scopettatrici, i cui compiti erano lo strofinamento e la preparazione dei bozzoli per la filatura.
Giornalmente la filanda Jacini produceva circa trecento libre di seta che si segnalava per la sua qualità, grazie anche ad un sistema che impediva l’accoppiamento di due fili sull’ aspo e rendeva così più regolare il filato. Altri interessanti accorgimenti tecnici rendevano il lavoro più proficuo e rapido: infatti si prestava molta attenzione al dosaggio della temperatura e, per garantire risparmio energetico e di manodopera, si faceva uso di un unico motore generale azionato da cavalli che permetteva il funzionamento simultaneo degli aspi.
Fino alla metà dell’ Ottocento la seta prodotta era spedita greggia ai principali mercati inglesi, francesi e austriaci; gli studiosi ne hanno trovato riscontro in una fitta corrispondenza con agenzie commerciali di Londra, di Lione e di altri centri europei. I contatti avvenivano in modo diretto o, più frequentemente, tramite agenti che inviavano puntuali informazioni.
Lo stabilimento Jacini nel 1858 contava 120 aspi e andò accrescendo costantemente la propria importanza fino a raggiungere un’assoluta preminenza negli anni Venti del Novecento. Oggi il grande edificio è stato in parte trasformato in abitazioni, mentre il grande salone Voghera è adibito a spazio comunale per mostre e iniziative aperte alla cittadinanza.
                                                                                    
                                                                                                  Elisa, Ingrid, Rachele
Fonti:
- AA.VV., “Casalbuttano”, a cura di V. Guazzoni, Soresina 1983
- A.Telli, “Casalbuttano ed Uniti 1867-2007”, Cremona 2008


27 marzo 2013

LA SALA EGIZIA



LA DEA SEKMET

Una delle curiosità di Casalbuttano è la presenza di una Sala Egizia.

Si trova nel palazzo Turina che é stata l' abitazione dell' omonima famiglia di industriali della seta che erano, se non propriamente dei mecenati, grandi appassionati d' arte nonché di egittofili.

La sua scoperta è avvenuta un po' di anni fa, in occasione della ristrutturazione del palazzo a cui hanno partecipato gli architetti Virginia Bocciola e Flavio Cassarino; gli studi sulla Sala sono stati condotti, oltre che da Bocciola e Cassarino, anche dall' architetto Massimo Masotti e dai consulenti del Museo Egizio di Torino Silvana Cincotti e Livio Secco.
Si voleva eliminare dalle pareti la tappezzeria sotto cui era imprigionata. Una volta eseguita quest' operazione sono apparsi geroglifici di ottima fattura e personaggi di rilievo come la dea Sekmet, protettrice di veterinari ed infermieri, il dio Falco Horus e la dea Hato. Anche i più grandi esperti hanno ammirato questa Sala Egizia che cattura l'attenzione di tutti anche per il suo splendido cielo stellato. Sono ancora in corso studi da parte degli istituti di egittologia più famosi al mondo. Prossimamente uscirà un libro che descrive tutti i particolari di questa stanza.



Rafaela e Zaineb



LA LINGUA DEL CALCIO


Ecco alcune espressioni del gergo calcistico, usato da telecronisti e giornalisti sportivi.

Il calcio piazzato: uno dei più celebri calci piazzati (calci di punizione) è quello alla “Del Piero”, famoso attacante italiano, che consiste in un tiro ad effetto sul palo lontano.

L'area piccola o area di porta è un rettangolo disegnato, di nove metri per tre, che serve come riferimento al portiere per battere la rimessa dal fondo (calcio d'avvio battuto dal portiere quando la palla esce dal perimetro di gioco del lato più corto).

L'area di rigore è un rettangolo più ampio di quello di porta nel quale il portiere della squadra che difende può prendere la palla con le mani e un fallo della difesa può causare un calcio di rigore.

Il cucchiaio è un pallonetto lento e centrale realizzato colpendo il pallone nella sua parte inferiore con il collo del piede. Esempi di cucchiaio si possono vedere ogni domenica dall'attaccante della Roma Totti.

Il controbalzo è un gesto tecnico che consiste nel colpire il pallone nel momento esatto in cui tocca terra, imprimendogli un effetto e una potenza considerevoli.

La diagonale è un movimento difensivo o un tipo di tiro.

La distinta , chiamata anche “elenco di gara”, è l' elenco delle persone autorizzate a risiedere entro il recinto di gioco; comprende i calciatori (titolari e di riserva), allenatori, dirigente, accompagnatore ufficiale, medico sociale ed altre eventuali figure. La distinta non può più essere modificata una volta che la gara è iniziata, salvo dell' unico caso in cui una squadra cominci una gara con meno di undici giocatori titolari sul terreno di gioco.

                                                                                                      
Riccardo e Enrico

“Dal Medioevo al XX secolo...storie di corporazioni, di arti e mestieri”


MOSTRA 2013 - LABORATORIO DEL COTTO – 
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO - ISTITUTO COMPRENSIVO DI CASALBUTTANO

Il giorno 21 aprile alle ore 10,00, nelle belle sale affrescate al piano terra di Palazzo Turina, che dal settembre 2012 utilizziamo per i laboratori, verrà inaugurata una mostra dal titolo “Dal Medioevo al XX secolo...storie di corporazioni, di arti e mestieri”. Saranno esposte le quarantasette formelle in terracotta realizzate da noi alunni delle classi seconde e terze della Scuola Secondaria di I grado nell’ ambito dei laboratori pomeridiani opzionali tenuti con grande passione, costanza e abilità dalla nostra professoressa di Arte e Immagine Emilia Zanardini. 
Realizzando gli stemmi delle regioni d’Italia in prima, il portale della cattedrale di San Zeno a Verona in seconda e le formelle dedicate ad arti e mestieri in terza, abbiamo unito l’ arte con la geografia, la religione e la storia.  
Alla nostra insegnante va un particolare grazie da noi ragazzi di terza che concludiamo quest’anno un coinvolgente percorso iniziato in prima media nel quale abbiamo potuto coniugare efficacemente lavoro e divertimento. Un’esperienza che consigliamo a tutti gli alunni e che a noi dispiace non poter più fare l’anno prossimo. 
Questo laboratorio è stato anche un momento importante di crescita che ci ha permesso di esprimere nell’arte la nostra personalità e le nostre emozioni. Mentre eravamo impegnati a modellare l’argilla dimenticavamo tutto ciò che di inutile ci circonda per concentrare tutte le nostre attenzioni sulle tavole di creta. 
Per l’opportunità che ci è stata offerta ringraziamo anche il Dirigente Prof. Angiolino Albini, il Signor Sindaco professor Donato Daldoss, l’Assessore alla Cultura dottor Maurizio Telli e tutta l’Amministrazione Comunale che con la ditta Zoogamma ha finanziato e reso possibile l’attuazione del laboratorio e della mostra. Invitiamo quindi tutti a visitare l’esposizione nei seguenti giorni d’ apertura: domenica 21 e giovedì 25 aprile dalle ore 10 alle ore 12 e dalle 15 alle 19,30.

Camilla, Elisa, Ingrid, Irene, Paola, Rachele

CASALBUTTANO-ORATORIO CASTELLEONE 3-1


A Casalmorano la squadra dei giovanissimi del Casalbuttano affronta una diretta concorrente per la salvezza e l'unico precedente è favorevole ai ragazzi di mister Catenacci (Casalbuttano),visto che all'andata grazie ai gol di Giannitti e Corbari era riuscito a spuntarla.
Negli obiettivi del giorno di mister Catenacci regna l'imperativo 'vincere'.La partenza delude le aspettative, ma Giannitti porta in vantaggio il Casalbuttano verso la fine del primo tempo, anticipando tutti con un tocco di punta.
Nella ripresa è ancora Giannitti a sorprendere il portiere del Castelleone con un colpo di testa.
Prosegue il momento d'oro dei padroni di casa, che segnano il terzo goal con Gallone dopo il calcio d'angolo di El Sherbini e una serie di rimpalli. Alla ripresa del gioco il Casalbuttano ruba il pallone all'avversario con Giannitti che viene atterrato dal difensore centrale del Castelleone al limite dell'area procurandosi un cartellino rosso.
Dopo qualche minuto Manfredi ruba la palla in area e cerca un pallonetto che non va a buon fine.
Sulla ripartenza avversaria Manfredi e Chiari tornano lentamente a centrocampo e gli ospiti sfruttano l'occasione infilando l'incolpevole Denti e trovando il goal della bandiera anche se in dieci uomini.
Questi tre punti guadagnati sono importanti, ma il goal subito nel finale lascia amarezza.

Enrico e Riccardo

"SOGNA, RAGAZZO SOGNA". Un commento


Oggi, a scuola, abbiamo ascoltato un brano di Roberto Vecchioni dal titolo “Sogna, ragazzo sogna”.
E’ un brano scritto dal cantautore nel 1999 e pubblicato nell’ omonimo album.
Questo testo, oltre ad essere una meravigliosa poesia, è una vera e propria lezione di vita; da professore, infatti, l’artista sprona i suoi allievi a portare avanti i propri progetti. Non a caso, la seconda professione di Roberto Vecchioni è stata anche quella di docente in vari licei.
Vecchioni invita a credere nelle proprie possibilità, senza mai darsi per sconfitti, a combattere per i propri ideali difendendoli fino alla morte.
La canzone contiene versi molto profondi e affronta temi importanti come quello della visione del futuro da parte di noi ragazzi. Sognare, per un ragazzo, infatti, significa immaginare il proprio futuro.
L’invito a sognare è accompagnato dall’esortazione a vivere la propria vita con orgoglio e dignità e ad affrontare con coraggio tutte le sfide che la vita pone.
E’ straordinario come l’autore riesca a far capire l’importanza di amare e di coltivare i rapporti tra le persone, senza nascondere i propri sentimenti.
Questa canzone, secondo me, è anche un inno alla bellezza della vita.
Ascoltando il brano siamo invitati a guardare dentro di noi e a scoprire che abbiamo la forza di abbattere le difficoltà grazie alla nostra fantasia e ai nostri sentimenti.
Penso che una canzone sia il modo migliore per esprimere delle emozioni e farle arrivare a chi la ascolta.
In vari punti il cantautore parla di persone che vogliono ostacolare le scelte dei ragazzi, persone che trasmettono paure, che vogliono spegnere i sogni, ma il consiglio è quello di non ascoltarle, di non cambiare i propri progetti, ma di essere protagonisti della propria vita.
Una strofa che mi ha particolarmente commosso è quella in cui dice che la vita è forte e che anche quando si è vicini alla morte si continua a sperare nel futuro e si guarda sempre avanti.
Non nasconde, però, che ci possono essere anche dispiaceri, ma vanno comunque affrontati rimanendo sempre se stessi.
Nella conclusione immagina di aver lasciato ad un ragazzo il testo di una poesia a cui manca un solo verso, che egli può completare come vuole.
Secondo me è come se dicesse che ad un certo punto della vita gli adulti devono lasciare ai ragazzi le loro scelte e la libertà di decidere.
Ho capito che è importante non smettere mai di sognare e convincersi che in ciascuno di noi c’è la forza per realizzare questi sogni.

 Sogna, ragazzo sogna

(Vecchioni)
E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte;
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più.
Sogna, ragazzo, sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu.
Sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre,
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente.
Passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire".
Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più.
Sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerà l'amore,
passeranno le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu ...
Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più.
Sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.





Elisa